Figli di fronte alla malattia mentale dei genitori

Siamo felici di segnalare che ha preso il via a Parma il progetto Figli di fronte alla malattia mentale dei genitori: un intervento di promozione della comunicazione in famiglia, promosso dall’Associazione Famigliapiù, con il contributo di Fondazione Cariparma. Il progetto vede la collaborazione del Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale e Dipendenze Patologiche di Ausl Parma e di diverse realtà del territorio, tra cui Progetto Itaca Parma.

Il disturbo mentale non colpisce mai solo la persona che ne è affetta: è invece, sempre, una prova durissima per l’intera famiglia in cui questa si trova. I figli, in particolare, possono essere coinvolti in difficili momenti di gestione della sofferenza: anche quando non sono costretti a diventare i caregiver di uno o di entrambi i genitori, come frequentemente accade, essi vedono, sentono e si preoccupano; spesso molto di più di quanto siano consapevoli “i grandi”.

Se la comunicazione familiare è viziata dallo stigma, dalla vergogna e dal senso di colpa che purtroppo ancora oggi la malattia mentale porta con sé, i più piccoli possono facilmente sviluppare vissuti di vergogna, auto-biasimo, inadeguatezza e senso di colpa. Di più: possono diventare essi stessi soggetti a rischio, perché schiacciati da un peso di sofferenza che nel tempo può trasformarsi in fragilità affettive e socio-relazionali.

“Studi ed esperienze nazionali e internazionali ci dicono che il poter parlare dell’esperienza della malattia rappresenta, in questo senso, un importante fattore protettivo” spiegano Silvia Levati e Nicoletta Balestra, psicologhe dell’Associazione Famigliapiù. “Questo progetto si rivolge quindi a genitori e figli insieme e si occupa specificatamente della comunicazione familiare riguardante la malattia dei genitori: l’obiettivo è rendere questa narrabile, comprensibile e affrontabile, restituendo visibilità ai bisogni dei figli e valore alla funzione genitoriale”. 

Il percorso, del tutto gratuito per le famiglie prese in carico, segue il modello già affermato – soprattutto a livello internazionale – del Family Talk Intervention, e si sviluppa tramite incontri, condotti da psicologhe  dell’associazione, suddivisi in tre fasi: colloqui con i soli genitori, con i figli e con genitori/figli insieme. Si concentra sulla narrazione condivisa della storia della malattia, sull’esperienza del poterne parlare e sulla ricerca di strategie; è infine prevista un’azione di monitoraggio a distanza di 3/6 mesi dalla conclusione del percorso.

“È bene sottolineare che il progetto – affermano ancora le dottoresse Levati e Balestra – è di natura preventiva e non va a sostituirsi bensì ad affiancare eventuali percorsi terapeutico-riabilitativi già in atto nei servizi di cura: per questo i percorsi con le famiglie già prese in carico dai servizi vengono costruiti con la collaborazione dal Dipartimento di Salute Mentale”.

I genitori o i familiari interessati ad avere maggiori informazioni sul progetto o a richiederne l’attivazione per il proprio nucleo famigliare possono rivolgersi all’Associazione Famigliapiù, via N. Bixio 71, 43125 Parma, tel 0521 234396 – consultorio@famigliapiu.it, oppure ai Servizi territoriali Centri di Salute Mentale che li hanno in cura.

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